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“La refrigerazione tra design e innovazione tecnologica” Intervista a Federico Malizia, AD Ciam, marchio leader nel settore da 40 anni

La CIAM oggi è un marchio leader nel mondo della refrigerazione. Ma la sua storia aziendale pluridecennale ha attraversato cambiamenti importanti, soprattutto, rispetto alla tecnologia. Quali sono stati, secondo, lei i passaggi salienti, che hanno determinato i momenti di svolta nel progresso dell’innovazione?

Mi ricordo che uno dei passaggi fondamentali fu l’acquisto della nostra prima taglierina laser nel 1998, fu una spesa esagerata in quei tempi ma cambiò radicalmente il ns modo di affrontare le commesse “lotto uno” grazie ad una flessibilità mai vista nelle precedenti taglierine meccaniche. Un altro passo fondamentale fu quello di orientare l’ufficio tecnico all’utilizzo dei software 3d per la modellazione dei solidi e delle lamiere, correva l’anno 2003, in questo modo avevamo pieno controllo della progettazione e si abbassavano di molto le imprecisioni e gli errori scaturiti della progettazione bidimensionale. Infine il trasferimento presso la nuova sede di Petrignano di Assisi ha rappresentato un cambio di passo notevole grazie a spazi più grandi (superficie coperta 23.000Mq) e ai centri comuni di lavorazioni interne che oggi ci assicurano un’autosufficienza produttiva pressochè totale.

Siamo nell’epoca del design, un settore sotto i riflettori a cui viene dedicata un’attenzione sempre crescente. E anche il settore della refrigerazione, ormai, viaggia in tandem con concetti come stile, eleganza e design. In che modo?

Essere contemporanei è la chiave vincente per ogni settore manifatturiero, viviamo in un’epoca dove il gusto e la percezione del bello sono  sempre più diffusi e le persone non ne possono più fare a meno, in Italia abbiamo una grande tradizione artigianale e lo stile made in italy è molto apprezzato all’estero, questi concetti sono alla base della nostra visione investendo continuamente in progettazione, design e ricerca di materiali innovativi.

La Ciam al Sigep 2018 ha presentato alcune novità assolute, tra cui il tavolo Mirror, l’armadio refrigerato “Murozero slide” e il Gelatolive. Quali le logiche e i concept di design e innovazione che sottendono questi progetti?

Mirror è un modo nuovo e di concepire il banco, libero al centro della stanza. Chiuso è una teca trasparente che permette l’osservazione da ogni punto di vista; aprendo il vetro superiore con il sollevamento verticale, si può accedere al suo interno su tutto il perimetro ed utilizzare il piano aperto come ripiano di servizio. Mirror introduce un concetto nuovo, quello del banco-tavolo dove l’elemento e quindi il prodotto, posto al centro, diventa l’elemento aggregativo senza gerarchia tra operatori e pubblico, eliminando l’effetto barriera che i banchi normalmente producono.

Murozero Slide è un progetto aperto, personalizzabile in modo totale perché la sua immagine cambia insieme alle finiture dello spazio architettonico. La complessità tecnica del prodotto è risolta con un segno minimo. Le due ante scorrevoli complanari hanno la maggiore superficie vetrata in commercio per un armadio refrigerato e ventilato (vano unico di circa 3 mt) con una grande visibilità del prodotto esposto.

GELATOLIVE è un esercizio di stile, curato dall’architetto Fabrizio Milesi, nato dall’incontro della tradizione Cattabriga con il design Ciam. Presente e passato si fondono in questo arredo concept, che coniuga la ricerca accurata dei materiali e delle linee architettoniche ai valori propri del gelatiere di una volta: mantecatore e pozzetti tornano a fondersi sullo stesso piano, integrandosi perfettamente con armonia e funzionalità. Un’esperienza immersiva ed emozionale per il maestro gelatiere e per il cliente, entrambi protagonisti nelle fasi di produzione, preparazione e degustazione del gelato artigianale.

Tra le novità presentate al Sigep anche “Bellagio”, la prima lampada refrigerata.

In realtà non è una novità ma si tratta del restyling della prima versione presentata nell’ottobre del 2015, questa nuova versione è stata curata dall’arch. Milesi che ha fatto un esercizio di sintesi armonizzando le tre versioni: da terra, da tavolo e a sospensione. Bellagio è la prima lampada refrigerata mai costruita, la sua forma ergonomica e cilindrica permette l’accesso da ogni sua parte grazie ai tre vetri camera scorrevoli apribili con sistema servo assistito. Su richiesta è possibile abbinare alla lampada una cassa audio per la riproduzione di musica dal proprio smartphone utilizzando la tecnologia bluetooth.

Tanto design e tanta innovazione. Pensa che l’elevata attenzione all’aspetto estetico e progettuale penalizzi in qualche modo la funzionalità degli elementi della refrigerazione o, al contrario, è un ulteriore punto di forza?

E’ uno degli aspetti da tenere presente in fase di progettazione, non sempre bello significa scomodo. Bisogna armonizzare le forme senza tralasciare la comodità e la velocità di esecuzione dell’operatore, in fin dei conti si tratta sempre di apparecchiature di lavoro ed espositive per la vendita di cibi o bevande.

Se e come è cambiato il mondo della pasticceria e della gelateria su questa forte spinta del design e dell’innovazione tecnologica? Pensa che in qualche modo sia cambiato anche l’approccio della clientela alle location?

Uno dei maggiori cambiamenti è rendere il locale e i servizi flessibili a più funzioni dall’asporto alla consumazione interna, variare l’offerta aggiungendo altre proposte ed iniziativi coinvolgenti per i clienti che possono sentirsi a loro agio, il tutto seguendo i tre filoni principali del design: minimal, chic o vintage.

Qualche novità importante in cantiere che ci vuole anticipare?

Per il momento siamo molto impegnati sull’organizzazione interna: siamo partiti a gennaio con il nuovo sistema gestionale inoltre stiamo finendo di installare il nuovo impianto di climatizzazione dello stabilimento per migliorare le condizioni ambientali soprattutto nei mesi più duri. Da maggio poi verrà alla luce un nuovo compartimento interno per la produzione del vetro tecnologico che rappresenta un altro tassello fondamentale verso la piena indipendenza produttiva.

 

 

CIAM picariello 3

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