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Il “mondo” del caffè tra il tradizionale e il tecnologico. Un buon caffè al mattino favorisce aggregazioni sociali positive. Intervista a Renato Giacomini

Un buon caffè al mattino favorisce aggregazioni sociali positive.

Intervista a Renato Giacomini – Area Manager Italia “La San Marco”.

  1. La San Marco è l’azienda storica delle macchine da caffè. Quasi un secolo di storia in cui il mondo delle attrezzature ha vissuto una vera e propria metamorfosi. Quali evoluzioni delle attrezzature per caffè hanno segnato le maggiori svolte nel settore?

Le maggiori innovazioni sviluppate negli ultimi anni sono di una applicazione tecnico/elettronica che consente alle macchine prodotte una ricerca più specifica del prodotto in tazza.

Nuove tecnologie che in questa epoca vediamo applicate su quasi tutti i campi. LA SAN MARCO è stata, per esempio, la prima ad applicare il sistema di erogazione elettronico con pulsantiere  TOUCH.

Oggi, con queste tecnologie, riusciamo ad  applicare controlli della macchina TRAMITE BLUETOOTH con SMARTPHONE e TABLET

  1. La San Marco, oltre a coprire il mercato italiano da nord a sud, vende anche molto all’estero. Quali sono le più evidenti differenze di richieste da parte dei vari mercati? E quello italiano come risponde all’innovazione da nord a sud?

Il mercato Italiano fa un po’ da riferimento anche alle differenti richieste che arrivano dalle varie parti del mondo.

In Italia la grande differenza tra nord e sud è esclusivamente tecnica. Al nord molta innovazione tecnologica, vengono installate quasi solamente macchine elettroniche (più o meno 85% elettronico 15% semiautomatico o leva).

Al sud viene osservata molto di più la tradizione dell’ erogare un caffè alla vecchia maniera (85% leva –semiautomatico 15% elettronico)

A livello globale, ma non nelle stesse percentuali, viene applicata la stessa divulgazione commerciale. Nei paesi nordici vengo utilizzate quasi esclusivamente macchine superautomatiche, nei paesi di fascia centrale macchine elettroniche

e semiautomatiche.  Nei paesi del sud seguono l’andamento che avviene in Italia, macchine semplici e che consentano la tradizione.

  1. Una vostra novità è la macchina multiboiler. Che caratteristiche ha? Perché tanta tecnologia per una macchina da caffè?

Le caratteristiche sono elettroniche e meccaniche (punto 1). La macchina meccanicamente si differenzia per avere una caldaia collocata al di sopra di ogni  gruppo che gli permette di ottenere un controllo preciso della temperatura per ogni singolo gruppo. La temperatura è regolata in modo semplice ed intuitivo operando sulla tastiera di ogni gruppo. La caldaia per il vapore ed acqua calda ha una regolazione elettronica automatica della temperatura facilmente regolabile dallo schermo touch.

Dal mio punto di vista ritengo che tale tecnologia venga utilizzata esclusivamente a scopi commerciali poiché molte innovazioni applicate, una volta messe in campo non vengono poi utilizzate.

L’esempio più evidente e nel settore automobilistico, quante innovazioni ci sono nelle auto? Quante di queste innovazioni utilizziamo effettivamente? Tutte queste innovazioni sono applicate  perché i concorrenti le hanno e quindi

chi produce è costretto ad applicarle. Pena, se non applicate, l’esclusione da alcuni mercati.

Devo dire però, che le nuove generazioni sono molto attratte e attente a queste innovazioni e sono anche molto più predisposte ad utilizzarle.

  1. Lei crede che la qualità del prodotto, il cosiddetto aroma, venga un po’ penalizzato dall’innovazione tecnologica?

Assolutamente no

  1. Un buon caffè mette di buon umore e un buon caffè segna per la maggior parte degli italiani l’inizio della giornata. Lei ritiene, dunque, che preservare e garantire un buon caffè, possa anche avere un impatto sociale.

Assolutamente si, devo ancora conoscere una persona che bevendo un cattivo caffè inizia una buona giornata. È certo che davanti ad una tazza di buon caffè, che non dipende esclusivamente dalla macchina,

ci sono sicuramente delle aggregazioni sociali positive.

  1. Novità in cantiere?

Ne abbiamo, ma ritengo prematuro parlarne. Diversi progetti di nuovi prodotti che sono in fase evolutiva.

Tenga presente che dalla progettazione, collaudi, certificazioni, alla realizzazione passano circa quattro anni, alcuni sono alle fasi finali ma non posso sbilanciarmi

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