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L’Arch. Carrella sul contract alberghiero

Il suo studio è considerato un punto di riferimento nella progettazione di hotel e strutture ricettive di pregio. Qual è il valore aggiunto che una esperienza professionale come quella che lei ha maturato negli anni può fornire in fase di progettazione di una struttura alberghiera? 

Il mio motto è “concretizzare con creatività”: miro a soddisfare il cliente al di là dei materiali e dei prodotti che cerca; parto dall’ascolto attento delle idee, dei progetti, delle aspettative e dei bisogni per fornire, innanzitutto, una consulenza tecnica qualificata, fino ad arrivare alla gestione delle commesse. Al primo posto nei miei progetti metto il comfort: camere e letti comodi, una buona illuminazione, bagni     grandi e facili da tenere in ordine. Oggi le persone hanno quasi tutto nelle loro case e da un albergo si aspettano qualcosa di extra a livello di comfort o di dotazioni. Ora, ad esempio, cerco sempre di progettare bagni che abbiano sia la doccia, sia la vasca, magari ideando una camera open space, senza le tradizionali divisioni in ambienti differenti. La sfida che mi pongo sempre è, quindi, realizzare spazi in cui trovare il comfort di casa, in cui venga voglia di tornare.

Recentemente ha sposato il progetto Passepartout, un contract che si rivolge proprio agli hotel, alle spa e alle dimore di lusso. Perché ritiene che il contract possa rappresentare un vantaggio per gli operatori alberghieri?

Affidarsi ad una società di contract alberghiero significa affiancarsi ad un partner in grado di gestire il progetto in tutte le sue fasi, dall’ideazione alla realizzazione, liberandosi delle incombenze che la complessità gestionale di un tale intervento comporta. Si tratta, di fatto, di una progettazione chiavi in mano, che può riguardare tutti gli ambienti dell’hotel: hall, reception, spazi comuni, camere e suite, sale congressi, spa.

Passepartout mira a fornire il proprio supporto sia a nuove realizzazioni che a ristrutturazioni alberghiere: qual è il punto di forza che rende competitivo un gruppo di lavoro come quello che sta alle spalle di Passepartout?

Passepartout rappresenta una realtà estremamente variegata e, per questo, completa: è costituita da professionisti che mettono al servizio del cliente le loro capacità nei settori che gli competono, garantendogli serietà e professionalità. È la sinergia tra le menti a rappresentare la garanzia del successo di Passepartout.

Passepartout è un contract alberghiero che nasce in Campania grazie ad imprenditori campani. Più una sfida o la consapevolezza di poter mostrare una marcia in più partendo da un territorio che è sempre stato considerato patria della creatività?

Di certo sposare un obiettivo comune unendo le diverse competenze è sintomo di una grande consapevolezza nelle proprie capacità e nei risultati che si possono raggiungere. Ritengo, comunque, che si tratta di una sfida tanto complicata quanto stimolante, soprattutto in un territorio come il nostro, di cui il turismo rappresenta uno dei settori più vivi. I miei anni di esperienza nel settore della progettazione alberghiera hanno evidenziato una tendenza a premiare le strutture che propongono un servizio diversificato e di qualità. Le aspettative dei visitatori sono cambiate, gli ospiti sono diventati molto più esigenti. Oggi è importante dare un carattere all’hotel personalizzandolo e rendendolo unico; un risultato che Passepartout può raggiungere con successo.

A quali mercati guarda Passepartout per offrire il suo contributo in termini di idee ed operatività?

Passepartout non si limita ad operare nel territorio campano, ma si interessa anche del mercato italiano ed europeo, per comprenderne tendenze ed esigenze. Aprirsi a nuovi scenari e prospettive garantisce un continuo proliferare di idee, spunti progettuali, soluzioni all’avanguardia, che possono ogni volta soddisfare le esigenze e le richieste del cliente.

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