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Picariello: “Progetti take away a grande richiesta”

“Tecnologia e innovazione, design e funzionalità  sono i punti cardine”

Il modello take away sbarca in Italia e prende piede in Campania.
Picariello Arredonegozi firma la realizzazione del take away “Da Mimì”.  E non solo.
Una novità per la città e la conferma di un fenomeno dilagante in Italia e  di recente in tutta la regione.
Una vera e propria inversione di tendenza, che investe il settore della ristorazione e che rispecchia il cambiamento dello stile di vita.  Infatti,  che si tratti di un semplice spuntino lontano dalla cucina domestica, di brunch,  o di semplice desiderio di concedersi il piacere di non cucinare, sempre più consumatori scelgono la via del pasto fuori casa.
E dalle analisi dei nuovi trend  la spesa sostenuta dai consumatori per l’acquisto di pasti take away sale molto.
Di conseguenza, si registra un incremento di aperture di locali take away nell’ultimo anno. Modello commerciale importato in Italia dagli States e dall’Europa, che sta segnando la svolta in un determinato settore.
E con il take away cambia anche  lo stile di arredamento, le linee del design e la tipologia di investimento.

Picariello, il modello commerciale take away sta prendendo sempre più piede in Italia e di recente si sta affacciando con sempre maggiore forza anche in Campania. Le risulta?
Sì, è proprio così. Nell’ultimo anno abbiamo avuto molte richieste per aperture take away.

Dove in particolare?
Da Monaco di Baviera a  Napoli e ad Avellino.

Si può parlare di una tendenza vera e propria?
Direi di sì. Il take away  è un fenomeno dilagante negli ultimi mesi in Italia e di recente anche in Campania.

Quali sono i modelli take away maggiormente diffusi?
Con la scelta del modello take away  si aprono, per chi lo sceglie, due differenti modelli di business nel campo della ristorazione.

Quali?
Il primo, e anche il più diffuso, è  il modello “corner take away”, il cosiddetto modello “traffic”, di piccola metratura con pochi tavolini, spesso collocato in prossimità di stazioni, centri commerciali, scuole, ospedali o all’interno di foodcourt. Insomma, in zone con un alta concentrazione di consumatori, che nell’orario della pausa pranzo si trovano in prossimità del luogo di lavoro. Questo modello è perfettamente inserito nei nuovi luoghi del consumo e  sostituisce alla perfezione la lunch bag, ottimizza i  tempi stretti per la pausa pranzo e  propone un menu semplice e veloce. Il secondo è il modello di ristorazione “Quick Food”, erede del modello tracciato da Mc Donald’s, che garantisce la possibilità di concedersi il piacere di un pasto a sedere con poco tempo e poca spesa.  La collocazione va dai foodcourt di centri commerciali o outlet, centri città, stazioni, aeroporti…

Siamo quindi dinanzi ad un’inversione di tendenza anche per quanto concerne stile, design e arredamento?
Diciamo che per definizione il  take away è essenziale e minimale, basandosi molto sulle attrezzature e meno sul design e l’arredamento vero e proprio. Il fulcro del take away sono proprio le attrezzature per la cottura.

Quali i cardini del progetto take away?
E’ semplice: tecnologia, innovazione, servizio, design e funzionalità.
Un design accattivante e colorato rende  il take away piacevole e confortevole, attirando un ampio target di pubblico. La scelta di attrezzature di qualità e lo studio e la standardizzazione dei processi di preparazione rendono semplice la funzionalità del punto vendita al servizio della clientela.

E in termini di investimento, quanto la scelta del take away può condizionare?
Naturalmente dipende dalla tipologia di take away. Il valore dell’investimento varia a seconda delle attrezzature. Il costo più elevato si ritrova quando il take away prevede prodotti da forno.

Volendo fare una media, qual è  l’investimento minimo previsto per un take away, senza voler scendere troppo nei dettagli?
Diciamo che attualmente con 20 mila euro  si è in grado di aprire un take away di tutto rispetto. Con un investimento di questa portata. viene assicurato un allestimento personalizzato e su misura per una location, con una metratura media di cinquanta metri quadrati e dotata di attrezzature di ottima qualità.

Intervista di Carla Botta

 

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